INCONTRO MAGICO

Quello sguardo in quel corridoio affollato

È ancora lì dentro di me

Quello sguardo in quel corridoio affollato

Mi trafisse erotico e magnetico

Quello sguardo in quel corridoio affollato

Non sapeva di essere quello sguardo

Non sapeva di essere guardato

Non sapeva di aver colpito al centro

Non immaginava che avrebbe innamorato

Non era

Quello sguardo in quel corridoio affollato

Era solo

Ma questo è bastato

ALBA DI TE

Di quelle mattine stropicciate

Dove il sole filtra dalle tapparelle dimenticate

In cui il mondo là fuori racconta e sdolcina

In quelle mattine dove ad occhi chiusi ma a mente aperta

Ascolti solo il tuo corpo sdraiato

In quelle mattine in cui non vuoi alzarti per non interrompere

Il tempo del non sapere

Il tempo del pensare

Il tempo del rovinare tutto

Ancora una volta

In quelle mattine in cui desideri essere diverso

In quelle mattine

Vorresti solo addormentarti vivendo

PAROLE SFUGGITE

Antichi sapori di armonie

Sempre desiderate

Semplici gesti di amore

Sguardi sfuggenti ma genuini

La verità sotto la tovaglia piena di briciole

Frammenti di puzzle disordinati

Che il tempo ha fatto volare lontano dalla finestra del cuore

Paesaggi di relazioni appese ad asciugare

Come bucato al cospetto di colline imperturbabili

Passato di tenaci passi che mai domi

Salgono in cima alle incomprensioni

Le lasciano nel basso ventre

E si godono il paesaggio che maestoso

Si stampa davanti agli occhi di un bambino

Che pende dai silenzi

e appeso alle scosse di una vita

Troppo dura per essere vera.

E allora cosa rimane?

Il tintinnio di dolci attenzioni

Mai dette

Mai pronunciate

Ma solo offerte

Con amore umile e delicato

Che accarezza il respiro

Di questa vita così saporita

E incomprensibile

INCONTRO

Di quel parco i ricordi salgono su

fino a raggiungere il mio cuore

abbandonato al sapore speziato

di lunghi baci odore sacro di noi

travolto e scomparso ogni saggio intento

godo lascivo della marea di istanti

che impetuosi toccano le sponde

di me isola accecata da luce del sole

sciolto e dissolto sono trascinato

nel centro del vortice

turbinoso mi affaccio alla sfrenata

eruzione di vita che spontanea

trafigge cuore e respiro

ieri straniero

oggi stentoreo principe

vago per le stanze del maestoso castello

lei signora traccia la strada

seguo fidato ogni impronta

e poggiata la spada

termina la lotta

che in danza sensuale si tramuta

e tutta la notte testimone

nuoto nel profondo oceano

del suo mondo

per una notte

il mio regno

RIFLESSI

Le dita nella sabbia e scivolava via il tempo

Una falena sbatteva contro il vetro

Rimbalzo nella vita e scorgo visi allo specchio

Apro armadi e mi tuffo nel profondo di ieri

Rincorsa e spicco il volo del domani

Cerco me  e mi dimentico di oggi

Seduto all’alba sognando di ritrovarmi

LUCE

Un giorno luminoso invade il mio tempo

Si affaccia alla mia speranza

La stropiccia e la accartoccia

Gioca melenso e soave

Nel frastuono dei miei vuoti

Rimango sveglio a vegliare su di me

Sono fresche appena colte da una superba energia

Le vibrazioni delle stelle che brillano roventi

E io immerso nel tesoro sfavillante

Intravedo la via

Scorgo l’orizzonte

Risento la vita

 

ATTIMO INFINITO

Di alcuni giorni ho la nostalgia

Mentre li vivo

È già lì a manifestar la sua crudele dolcezza

Vibra intorno tutto in modo diverso

Denso il tempo mi attraversa

E lo sento entrare dentro di me

Irradia senso di pace e gioia di vivere

Frammisto ad una tristezza di miele

Al voler ricordare con tutto me

Quei momenti in cui trasparente e cristallino

Mi specchio nella vita

Ne posso ammirare la trama

La sento e la accarezzo come il tessuto più prezioso

E una cascata di velluto lambisce i miei confini

Questione di pelle

Sapore di fuoco

Sentore di amore