Benessere organizzativo

Quale formazione in azienda?

Stiamo vivendo un momento in cui siamo messi nelle condizioni di dover cambiare punto di vista. La situazione socio-sanitaria attuale ci “costringe” a ripensare il nostro modo di pensare e vivere l’Altro, la nostra modalità relazionale e sociale. I nostri rapporti hanno e stanno tuttora subendo una trasformazione. E a nessuno piace subire.

L’essere umano intrinsecamente è votato all’azione, ad un fare per costruire possibilità, per disegnare strade per raggiungere obiettivi, itinerari per soddisfare esigenze, bisogni e desideri. Questo è un periodo in cui è sotto il nostro sguardo quanto sia sempre più imprescindibile allenare, potenziare e sviluppare la nostra forma-mentis ad essere adattabile, versatile, caleidoscopica nel suo cogliere nuove sfaccettature della realtà. Più il nostro mind-set è agile, pronto e orientato al cambiamento, più aumentano le nostre possibilità di trovare soluzioni, percorsi e strade giuste per risolvere le sfide del quotidiano. E dunque diventiamo più capaci di trovare i giusti bilanciamenti ed equilibri relazionali.

In questo periodo in particolare il “fare squadra”, il saper trovare anche nuove partnership è fondamentale per alimentare nuovi percorsi umani e professionali. Dobbiamo prenderci cura delle nostre intelligenze creative, sociali, interpersonali ed emozionali. Incontrare gli Altri in un altro modo, un nuovo modo che ci dia quel qualcosa in più per avviare una fase di più stretto contatto con i Prossimi.

E’ proprio in questo momento dove la parola Distanza è diventata la misura delle nostre vite che diventa necessario pensare a modelli formativi che siano in grado da un lato di mitigare il più possibile le conseguenze di questo lungo intervallo di incontro e dall’altro capaci di ripristinare, appena questo periodo si normalizzerà, le nostre capacità e abilità di collaborazione, cooperazione e di azioni congiunte.

Un viatico e un percorso in tal senso lo offre il Teatro-Formazione.

Non ha nulla a che vedere con la costruzione di uno Spettacolo in Azienda, tutt’altro.

Si tratta di utilizzare metodi e tecniche attive per sviluppare, energizzare, risvegliare e potenziare le competenze creative, di problem-solving, di comunicazione interpersonale che vadano ad occuparsi del benessere e del clima organizzativo. Oggi più che mai, per poter far fronte alle conseguenze emotivo-sociali di questo periodo emergenziale fonte indubitabile di profondo stress sotto tutti i punti di vista, è fondamentale dotarsi di strumenti in grado di ristabilire e riattivare energie psicologiche, fiducia, sicurezza in se stessi, nell’Altro e nel mondo al fine di vedere il futuro di nuovo come occasione generativa anzichè minaccia, rischio o pericolo.

Uno dei modi privilegiati per raggiungere un livello maggiore di benessere organizzativo risiede nello sviluppo, nell’evoluzione, nel potenziamento della Cultura Organizzativa.

Il Teatro-Formazione è tecnica e metodo che attraverso un criterio e approccio Attivo mette nelle condizioni il gruppo di poter fare un’esperienza completa a livello di mind-set, di relazione con i colleghi e quindi di conseguenza della stessa Cultura Organizzativa.

Il concetto di Cultura Organizzativa è molto ampio, in questa sede preme sottolineare quanto esso si nutra, tra gli altri, di 3 aspetti essenziali:

  • Logos: l’intera dimensione della parola, della comunicazione intra ed extra organizzativa, le relazioni e la storia della azienda
  • Ethos: nel senso etimologico del termine ossia “il posto da vivere”, dunque rappresenta la disposizione e la modalità con cui viene vissuta l’organizzazione, quali codici comportamentali e valori la contraddistinguono
  • Pathos: è la dimensione del “sentire” ossia la sensazione e l’emozione che permea il vivere l’organizzazione, il senso di soddisfazione professionale, la motivazione e il benessere che ne deriva

Dunque si tratta di un concetto che racchiude l’essenza intera del vivere e dell’agire umano all’interno di un contesto organizzativo.

La storia di un’organizzazione è la storia delle relazioni instaurate e intessute al suo interno. Prendersi cura, dar valore e creare empowerment relazionale significa connettere e far dialogare Logos, Ethos e Pathos.

Un percorso formativo che voglia incidere in profondità e far fare un cosiddetto “salto di qualità” dovrebbe per definizione avere l’obiettivo di collegare, unire, intrecciare e armonizzare queste 3 dimensioni.

Una formazione dunque di tale genere è necessariamente una formazione centrata sulla persona.

“La formazione centrata sulla persona (coinvolgente la sua mente, il suo cuore, il suo corpo), oltre a concorrere allo sviluppo e all’ampliamento del business aziendale e quindi al vantaggio immediato e costante, invia al lavoratore messaggi di riconoscimento della sua soggettività, di valorizzazione e apprezzamento della sua singolarità, di stima di lui come di una ricchezza indispensabile al potere concorrenziale e al successo dell’azienda, di intenzione a investire sul suo futuro. È una formazione finalizzata a realizzare azioni di empowerment delle sue risorse e potenzialità, delle sue motivazioni intrinseche e dei suoi talenti, e di self-help, a consentirgli l’accesso a condizioni di professionalità significativa, ad aiutarlo a conseguire e affinare la capacità di conquistare il potere emotivo, mentale e morale necessario per renderlo produttore intenzionale di benessere e di qualità della vita.”[1]

In questa direzione di senso va il Teatro-Formazione.

Oggi più che mai vi è la necessità di Ri-Cominciare a scrivere nuovi capitoli della Storia Organizzativa, sia in senso propriamente storiografico ma ancor di più in senso Narrativo e Culturale.

Bisogna Ri-Cominciare dalle Persone e dall’origine del loro Benessere.

E l’origine del Benessere, il suo nucleo è la Relazione. Dare forma a relazioni attive, creative, dotate di ampia visione, capaci di mediare e risolvere conflitti è la strada per rafforzare e nutrire la Cultura organizzativa.

Il Teatro-Formazione rappresenta un possibile futuro. Un futuro che è occasione e non più una minaccia.


[1] Rossi B., Il lavoro felice. Formazione e benessere organizzativo, Editrice La Scuola, Brescia, 2012, pagg. 23-24.

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