Riflessioni Varie

Il nostro destino

Trovo entusiasmante e potentemente energetico constatare che destinare significa etimologicamente “fissare, stabilire fermamente”.

In questo istante fermarmi ad osservare e riflettere su questo significato mi riempie di gioia, di quella energia felice che si insinua nella mente lentamente per poi sfociare in un’esclamazione di liberazione verso il cielo.

Ebbene sì in un certo qual modo noi possiamo contribuire a costruire il nostro destino.

Questo vuol dire che in ogni caso, che noi lo vogliamo ammettere, accettare, prendere sul serio o meno, noi abbiamo potere. Potere su noi stessi e la vita. Un potere magari ancora tutto o in parte da scoprire ma esiste, c’è, ci appartiene.

Ciò che sto scoprendo è che effettivamente e concretamente ancora adesso do per scontate molte cose. Do per scontato ad esempio il significato di molte parole. E qualcuno potrebbe pensare: “ok sì va bene, ma dai sono solo parole in fondo!”.

Appunto io stesso pensavo questo, o meglio ne ero convinto, sicuro, certo. Era un qualcosa di acquisito. Le parole sono solo parole. Stop. E le azioni sono azioni. Stop. C’è una differenza abissale. Discorso chiuso. E mentre pensavo queste cose mi dicevo anche: “Meno male che non c’è sempre bisogno di discutere su tutto, che c’è almeno qualcosa su cui ancorarsi in maniera definita e definitiva”. E giù un bel gruzzolo di sospiri di sollievo!

Ecco appunto. Colpo di scena. Quanto adoro i colpi di scena. Nei film s’intende. Nella vita certo anche ma anche un po’ meno.

Incontro qualcuno di affidabile che mi fa riflettere su un concetto in apparenza innocuo: noi possiamo pensare solo sulla base delle parole che conosciamo. Ahhhh ecco. Certo. Infatti. Annuisco convinto anche se in casa sono da solo e queste parole arrivano alle mie orecchie provenienti da uno schermo. Fermo il video. Mi alzo. Comincio a camminare per casa. Penso, rifletto, anche ad alta voce per essere sicuro di sentirmi forse.

Quindi insomma il mio pensiero dipende dalla quantità di vocabolario che ho assimilato e dalla mia capacità di assemblare le parole-puzzle in maniera da sfornare una figura, uno scenario che sia comunicabile ad un altro essere umano, che sia comprensibile, sostenibile, verificabile ed anche falsificabile. Falsificabile nel senso popperiano ma non solo. E poi che sia discutibile, cioè che possa innescare ed ispirare dibattito, riflessione e confronto.

Ok va bene. E fino a qui ancora tutto bene. Insomma io quando penso penso a concetti che sono definiti da parole, dunque se non ho la parola per un concetto, non ho un concetto.

Ma le azioni? Cosa centrano in tutto questo?

Beh l’azione è una conseguenza del pensiero e quindi delle parole. In effetti uno dei tratti maggiormente desiderabili, o almeno così si sente dire molto spesso, va sotto il nome di coerenza. In altre parole agire in armonia con il proprio pensiero. Fare ciò che si dice e che si pensa.

Ad un tratto mi rendo conto che mi sta per venire un terribile mal di testa. Allora mi fermo e bevo un bel bicchiere d’acqua. Poi per sicurezza me ne verso un altro come se l’acqua potesse portare via i grumi di polvere mentale e ripulire e chiarificare le mie interconnessioni neuronali.

Così è o almeno mi pare perché d’improvviso mi sovviene un lampo di pensiero: ma allora se io faccio e agisco nella vita secondo quello che penso e quello che penso dipende da quantità e qualità delle parole che conosco e dal mio talento nell’assemblarle ossia di metterle in prosa, in narrazione, beh se questo è anche solo un po’ vero allora se mi alleno con costanza e imparo a costruire per così dire i miei pensieri allora di conseguenza posso anche determinare le mie azioni.

E se posso determinate le mie azioni, beh allora sì che il discorso del potere personale inizia a prendere una forma piuttosto interessante. E anche convincente devo dire.

Di nuovo una strana piccola euforia si fa largo dentro di me. Questa volta non so di preciso da che parte entra ma so che per più di un attimo si diffonde dappertutto dentro di me. Mi sento come percorso da una forza che tende a spingere fuori e dentro nello stesso tempo. E’ un ballo del mio respiro, inalo aria e butto fuori energia e viceversa.

Torniamo al destino dunque e al suo significato: stabilire fermamente, fissare.

Anche e soprattutto in questo caso ci sono pensieri e parole di mezzo che daranno vita ad azioni!

Quindi cerco e trovo le parole giuste per descrivere nei dettagli i miei obiettivi, le cerco con cura e con calma, le metto alla prova, voglio essere sicuro che siano proprio le migliori parole possibili. Le assemblo, costruisco le frasi e le unisco tra loro in maniera tale da creare una narrazione, una storia emozionante. Una di quelle storie che quando le leggi nello stesso tempo le vivi, senti che ti muovono dentro.

Una volta che sei riuscito a creare la storia, la tua storia, la storia di te che raggiunge i suoi obiettivi più desiderati inizia a leggerla e inizierà una nuova fase. Una fase in cui ti farà visita il potere. Tu hai dato vita alla storia, la storia darà vita a te e ai tuoi obiettivi.

Tu hai potere.

Ma il potere è ancora più fortunato, perché il potere ha te.

Guardo il bicchiere d’acqua. È mezzo vuoto. No. È mezzo pieno. no. È solo un bicchiere. Sì ma io e solo io ho il potere di riempirlo. Fin dove voglio.

E in più mi è anche passato il mal di testa!

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