Storytelling

Doppia identità

Una data: 26 agosto del 2008. 12 anni fa. Qualcuno ricorda che cosa è successo?

Naturalmente è impossibile ricordare a meno che non ci sia accaduto qualcosa ad altissimo impatto emozionale.

Tra le centinaia di migliaia (e più) di fatti accaduti quel giorno possiamo dire che abbiamo iniziato ad acquisire una doppia identità. Oltre a quella fisico-corporea è comparsa al suo fianco quella digitale.

È una data simbolica chiaramente, che indica un processo e un percorso durato più di 4 anni.

Prima di quel 26 agosto del 2008 eravamo abituati certamente ad avere, svolgere e interpretare più ruoli: ruoli familiari, ruoli professionali, ruoli della nostra rete di amicizie ma sempre e comunque di persona, intesa come unità corporea con tutto ciò che il nostro corpo con-tiene: mente, sentimenti, idee, convinzioni, emozioni, ricordi e così di seguito.

Da quel giorno simbolicamente si è diffusa su larga scala la possibilità, l’occasione e l’importanza socio-esistenziale di creare e avere una identità digitale.

Infatti il 26 agosto 2008 il social network, ad oggi più diffuso sull’intero pianeta, Facebook, ha raggiunto la cifra strabiliante di 100 milioni di utenti. Nel mondo. A fronte di una popolazione mondiale che nel 2008 ammontava a 6,789,088,671 persone. Dunque quasi l’1,5 % dell’intera popolazione mondiale.

A gennaio 2020 gli utenti di Facebook sono diventati 2,449 miliardi pari al 31,42% dell’intera popolazione mondiale che è arrivata a contare 7,794 miliardi di persone.

Quindi quasi un terzo!!! (33,3333%) della popolazione mondiale utilizza questo servizio di rete sociale.

Ogni social network prevede l’attivazione di un profilo, come se fosse una carta d’identità-light che dà sostanza al tuo ruolo, al tuo personaggio da interpretare e vivere in rete.

Dunque appunto una identità digitale.

Lo so è una sintesi molto ma molto semplificata. Ma mi pare che renda l’idea su quanto effettivamente significhi questo nel nostro vivere quotidiano, nel nostro life-style.

E se inizialmente i social-network per i fruitori hanno avuto solo sembianze e una funzione di intrattenimento e hobby oggi non è più solo così.

Al contrario.

Oggi queste piattaforme, insieme ai siti internet e blog rappresentano una risorsa estremamente importante a livello professionale.

Questo sia per le imprese ma anche per i liberi professionisti e le attività commerciali.

Dal 2008 al 2020 siamo passati in Italia da 1.542.155 domini a 3.238.884. Quindi in 12-13 anni sono raddoppiati. Non sono numeri da sottovalutare ma tanto per dare un termine di paragone in Germania ci sono 16.300.000 domini, in Gran Bretagna 13.300.000 mentre la Francia ne conta 3.400.000.

A parte la Germania che conta più di 20 milioni di abitanti rispetto a noi, gli altri Stati hanno popolazioni perlomeno comparabili.

In ogni caso, numeri a parte, è evidente che gli aspetti digitali del mondo del lavoro hanno acquisito (e continuano a farlo) un’importanza, una profondità, una rilevanza e una capillarità sempre più sostanziali.

Chi oggi, nel 2020, intende intraprendere un’attività imprenditoriale, di qualunque forma essa sia, non può prescindere dal dar vita ad una propria identità digitale.

Quindi, alla luce di tutte queste considerazioni, è evidente quanto la comunicazione online sia determinante per poter affrontare le sfide della professione.

Ed è per questo che è necessario dotarsi di strumenti, modalità e forme comunicative che siano efficaci e che raccontino non solo il prodotto e/o il servizio che viene offerto ma che anche creino un rapporto, un contatto concreto e solido con tutti gli stakeholder, i clienti, le comunità locali e territoriali.

Per fare questo è necessario entrare nell’ottica di una comunicazione costante facendola diventare elemento prioritario della propria attività imprenditoriale.

Oggi abbiamo l’incredibile occasione di poter raggiungere e renderci visibili un numero potenzialmente smisurato di persone che potrebbero essere interessate a ciò che offriamo.

A parte le forme di comunicazione classiche, tradizionali improntate alla presentazione, descrizione e informazione di quanto proponiamo è fondamentale utilizzare anche tecniche comunicative in linea con la tipologia di attenzione e di interesse delle persone del 21° secolo.

È indubbio che la comunicazione visiva, ossia caratterizzata dalla fotografia e dal video, è quella maggiormente fruita giacchè permette contemporaneamente di veicolare forma e contenuto dei messaggi in maniera rapida, interessante, coinvolgente e completa.

Tutto questo se supportato da una comunicazione fondata sulla struttura narrativa diventa uno strumento e veicolo molto potente che riesce a destare l’attenzione ma soprattutto il ricordo dello spettatore.

Questa forma di comunicazione è lo storytelling.

Forse devo correggermi. Dovremmo parlare di tripla identità: fisica, digitale e narrativa.

Chi oggi mette insieme queste 3 anime ha molte più probabilità di conseguire e realizzare i propri obiettivi professionali.

La sfida dunque è e sarà quella di armonizzarle attraverso un racconto.

Che sia la sintesi di contenuto, forma ed emozione.

Che sia … storytelling.

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