L’AUTOSTIMA IN EDUCAZIONE

L’IMPORTANZA DELL’AUTOSTIMA
NELL’EDUCAZIONE DEL BAMBINO

“Da grande voglio essere proprio come me.”

(Dalla serie tv “I Simpson”)

Lo sapevi che ciò che pensi di te stesso influenza
e determina il tuo futuro?

Svariate ricerche confermano il fatto che l’autostima determina il successo scolastico dei bambini e dei ragazzi, influenza positivamente le loro relazioni con se stessi e gli altri.

E sappiamo quanto sia fondamentale stare bene nel contesto sociale per avere successo nella vita laddove per successo intendo una piena realizzazione personale negli ambiti più importanti per la persona: salute, amore, amicizie, lavoro, relazioni.

Quindi dai facciamo una capatina a scoprire che cos’è
questa famosa autostima …

Secondo gli studiosi della mente l’autostima si può definire come la dimensione valutativa globale del sé, cioè quanto si ritiene di valere.

Viene anche chiamata immagine di sé. Si tratta di un aspetto estremamente importante all’interno dell’ambito educativo perché essa influenza in maniera determinante il benessere personale e tutto ciò che
ad esso è correlato.

E’ indubbio che nel momento in cui ho una
valutazione positiva di me stesso questo mi permette di affrontare in
maniera ottimale non soltanto le situazioni già di per sé costruttive ma
soprattutto quelle difficili, o addirittura dannose e distruttive.

In quest’ultimo caso infatti senza una radicata e profonda fiducia nel mio
valore, nelle mie qualità umane, nelle mie potenzialità creative corro il
rischio di farmi sopraffare dagli eventi senza riuscire a trovare un modo
per provare a risolvere le situazione stessa.

Così faccio un’esperienza
caratterizzata da sensazioni quali impotenza, blocco, paura che tutte
insieme lasciano dentro di me un senso di fallimento.
Si insinua inoltre il dubbio, che poi con il trascorrere del tempo e con altri
eventuali insuccessi si trasforma in convinzione, credenza e certezza, di
non essere “all’altezza” della situazione, di essere incapace e ogni altra
forma di autosvalutazione. Se tutto questo turbinio di emozioni,
sensazioni e pensieri si radicano dentro di noi ecco che la vita non appare
più come un’ occasione, come una promessa di felicità e opportunità di
crescita ma come una minaccia.

Allora appaiono dinnanzi a noi due strade: una legata ad un aiuto e
supporto esterno ed una legata ad un sostegno e una spinta interne.

Nel momento in cui accade che solo grazie ad un Altro da noi possiamo
ricavare l’informazione emotiva che ci comunica che noi valiamo allora in
quello stesso momento potremmo diventare consapevoli del fatto che la
nostra autostima non è autoprodotta, non appartiene al nostro mondo
interiore, a ciò che sappiamo di noi.

E questo, sebbene in una certa
misura sia completamente naturale, sano, comprensibile e giustificato,
dall’altro in qualche modo vuole significare che non abbiamo imparato a
sufficienza ad amarci, a credere in noi stessi, a sapere che possiamo
farcela e che è solo questione di tempo per trovare la soluzione migliore
per la situazione-problema che ci preoccupa e ci mette in difficoltà.

Tuttavia è incompleto affermare che “non abbiamo imparato a
sufficienza”; è necessario aggiungere che “non ci è stato insegnato,
trasmesso, e non è stato sviluppata in maniera sufficientemente buona”
questa nostra capacità, questa nostra fondamentale qualità umana.

Ed è qui che compare la questione educativa.

L’educazione infatti ha tra i suoi scopi principali il” tirar fuori” il meglio da
ciascun essere umano, di sostenere lo sviluppo della sua massima
realizzazione e dunque è imprescindibile occuparsi della crescita di una
solida e sana autostima.

La crescita del bambino vive le sue fasi
determinanti dalla nascita al compimento del 6° anno di età. In
particolare la fascia 0-3 anni è quella maggiormente delicata dal
momento che è in questo periodo di vita che avvengono esperienze quali:
riconoscimento di sé in quanto essere umano separato e unitario rispetto
alla madre, il camminare autonomamente, il linguaggio.

A proposito di questo vi è un interessantissima branca della Psicologia che
si chiama Psicologia Funzionale, fondata da uno psicoterapeuta italiano,
Luciano Rispoli, che guardando l’organismo umano nella sua complessità
e unitarietà stabilisce che:

1

il Sé è una organizzazione di funzioni psicocorporee,
tutte esistenti ed integrate sin dalla nascita, tutte egualmente
importanti: nessuna è gerarchicamente superiore e nessuna gestisce tutte
le altre in senso piramidale.

2
“Il sé allora sarebbe un insieme di funzioni, un insieme organico e
organizzato di funzioni che determinano l’identità e la complessità della
persona”.

Traduzione: il senso di sé e quindi l’autostima si forma non solo
attraverso i pensieri che abbiamo su di noi (area cognitivo-simbolica) ma
anche attraverso altre 3 grandi aree: emotiva, posturale-muscolare e
fisiologica.

1) https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_funzionale.
2) L. Rispoli, Esperienze di base e sviluppo del sé, Franco Angeli, Milano, 2004, p. 51.

L’area emotiva rappresenta la particolare coloritura con cui la persona,
sin dall’inizio della vita, percepisce il mondo: stati d’animo, sentimenti
verso di sé, umore di base.
L’area fisiologica è costituita da tutti i sistemi e apparati interni del nostro
organismo: sistema respiratorio, cardiocircolatorio, digestivo, nervoso,
immunitario e così via.
L’area posturale-muscolare è la sede del linguaggio del corpo: posture,
movimenti, gesti, la forza, la struttura e la forma del corpo.
Infine troviamo l’area Cognitivo-Simbolica che comprende tutta una serie
di funzioni psicocorporee: i ricordi, la consapevolezza, la razionalità, il
controllo, le fantasie, l’immaginazione, il tempo e il simbolico.
Senza entrare troppo nel merito risulta molto interessante il fatto che
all’interno di queste aree il bambino dalla nascita sperimenta quelle che
Rispoli definisce le “Esperienze di base del sé”. Per spiegare di cosa si
tratta Rispoli in qualità di terapeuta parla della relazione psicoterapeutica
con il paziente chiedendosi che cos’è che accade nel momento in cui si
mette in moto il processo di guarigione:

“ Alla fin fine, al di là delle
tecniche utilizzate, ciò che accade realmente all’interno delle relazione
terapeutica è il recupero e la ricostruzione di alcune particolari modalità di
relazione. Queste modalità sono quelle che caratterizzano un rapporto
genitoriale positivo, e la vita dei bambini prima che intervengano impatti
negativi a chiudere canali, capacità e movimenti. […] nel recupero di […]
antiche esperienze che hanno ricoperto un ruolo molto importante per il
bambino e il suo sviluppo. Queste esperienze, che ho definito Esperienze
basilari del sé, sono i mattoni su cui si costruisce la vita.”3

3 L. Rispoli, Esperienze di base e sviluppo del sé, Franco Angeli, Milano, 2004, p. 65

E allora andiamo velocemente a vedere quali sono questi mattoni
fondamentali per la costruzione del sé, dell’autostima che rappresenta
uno dei cardini della realizzazione umana:

– Essere tenuti
– Essere presi
– Lasciare
– Contatto
– Contatto attivo
– Amore
– Condivisione
– Tenerezza
– Considerazione
– Vitalità
– Benessere
– Sensazioni
– Controllo
– Forza
– Aggressività
– Consistenza
– Affermazione
– Negatività
– autonomia

A questo punto cerchiamo di riassumere:

L’autostima è il valore che ciascuno dà a sé. Il sé si forma grazie alle
interazioni e azioni che i genitori hanno con il bambino. Il sé è costituito da
più parti o aree: cognitivo-simbolica, muscolare-poturale, emotiva e
fisiologica. Il sé si forma attraverso le esperienze di base che vanno a
soddisfare i bisogni del bambino.

Se queste esperienze di base sono esperienze di una certa qualità allora la
costruzione del sé sarà solida, armonica e ben strutturata. Di conseguenza
l’autostima del bambino sarà anch’essa sana, forte, robusta in modo tale
che gli permetta di affrontare le sfide della vita ben equipaggiato sotto
tutti i punti di vista che poi non sono nient’altro che le aree sopra
menzionate.

Quindi abbiamo visto quanto l’autostima possa determinare lo star bene
con se stessi e gli altri dei bambini, quanto influisca in maniera
determinante sulla realizzazione delle persone e quanto questo sia
determinato da alcune esperienze che facciamo durante la nostra
infanzia.

Questo mi fa pensare a quanto noi adulti, genitori, educatori, insegnanti,
allenatori che siamo a contatto con i bambini possiamo fare.

A quanto
determinante possa essere un abbraccio, una parola detta con un
determinato tono di voce, quanto un incoraggiamento in un momento
difficile possa regalare fiducia nel futuro, quanto il saper vedere e
valorizzare un gesto o un’azione di un bambino possa infondergli un
maggior senso di esistenza e di importanza.

Possiamo fare davvero tanto per i bambini, per il loro futuro, per la loro
felicità e la loro completa e piena realizzazione. E una persona felice e
realizzata a sua volta si affaccerà al mondo con una energia strepitosa
contagiando chiunque incontri generando così un circuito virtuoso in cui
non so voi ma io molto sinceramente vorrei proprio trovarmi.

Spero tanto che queste informazioni possano far sì che qualche vita possa
cambiare, possa manifestarsi in tutta la sua bellezza e spero che ci si
prenda cura, tanta cura dell’autostima dei bambini perché in fondo hanno
solo bisogno di un po’ più di fiducia per ciò che sono realmente.

“Amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita .”
Oscar Wilde

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